Siamo soli nell’universo?

Da quando l’uomo osserva la volta celeste ipotizza che lassù tra le stelle ci siano mondi abitati da esseri viventi intelligenti. Oggi alcuni scienziati ritengono che esistano elevate probabilità di trovare forme di vita strutturalmente semplici come i batteri in pianeti che orbitano attorno a stelle simili al Sole. Se ciò si rivelasse vero potremmo pensare che su altri corpi celesti si replichi in futuro  o si sia già ripetuto  quanto è avvenuto sulla Terra, dove la vita sarebbe appunto comparsa con i batteri dopo la formazione dei primi mari.
Non sappiamo quanto sia grande l’universo e quindi non possiamo dire quanti pianeti esistano. Sappiamo però che nella nostra galassia ci sono almeno quattrocento miliardi di stelle e che l’universo è popolato da almeno cento miliardi di galassie, ognuna formata da decine o centinaia di miliardi di stelle. Allora perché dovremmo ritenere che la Terra sia unica? Perché, se le leggi fisiche che conosciamo sulla Terra valgono in tutto l’universo, non dovrebbe essere lo stesso per le leggi biologiche?

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Il triangolo “maledetto”

Il Triangolo delle Bermuda: un mistero dell’aria e del mare

Nell’atlantico Occidentale, al largo della costa sud-orientale degli Stati uniti, all’interno di un’area che si estende tra le isole Bermuda, la Florida e Puerto Rico, a formare un triangolo immaginario, c’è una zona  divenuta famosa per incidenti inspiegabili e scomparse misteriose che si sono verificate dalla metà dell’Ottocento.

Questa è una delle zone più misteriose della Terra…
Qui, più di cento aeroplani e navi sono svaniti nel nulla senza lasciare traccia. Eruzioni vulcaniche hanno colto di sorpresa le navi?O  si tratta di terremoti marini? Ma allora dove sono i corpi dei passeggeri? Dove sono le macchie d’olio? Dove sono i resti delle scialuppe? Che ne è stato di tutti gli aerei caduti in acqua? Dei relitti galleggianti che sarebbe logico aspettarsi di trovare? Le forti correnti e le profondità marine hanno inghiottito tutto?

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USA: AREA 51

In un deserto possiamo aspettarci di trovare tutto, tranne strade asfaltate, bunker, hangar e una pista di atterraggio lunga otto chilometri. Si tratta di 26.000 km quadrati di deserto “militarizzato” da una base che ufficialmente non esiste, ma che tutti conoscono: l’Area 51.

La via di accesso principale è tutt’altro che appariscente. Si tratta di una strada sterrata e polverosa che si stacca dalla statale 375 (chiamata “The Extraterrestrial Highway” per via dei numerosi avvistamenti di UFO lì verificatisi).Non sono le bellezze naturali ad attirare l’attenzione ma un’installazione militare, ancor più segreta dell’Area 51, denominata S4. E’ nei laboratori di questa base che ha lavorato per alcuni mesi Bob Lazar, testimone noto per aver rilasciato dichiarazioni sulle “particolari” ricerche che vi si svolgevano…

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