Antichi egizi… in Australia?

Scoperta negli anni ’70 da un uomo che cercava il suo cane nel parco Nazionale della Hunter Valley a Sidney  la grotta in cui sono visibili grafiti egizi è un altro dei misteri e delle storie più affascinanti della Terra! Si può riconoscere la figura del dio egizio Anubi, Giudice dei Morti e Guardiano dell’Oltretomba e non solo! Sulle pareti sono scolpiti circa 250 geroglifici che non hanno nulla a che fare con i disegni aborigeni; Ray Johnson, anziano egittologo del museo dell’antichità del Cairo è riuscito a capire che quella disegnata sulle pareti australiane è una storia che parla di navigatori naufragati in una terra sconosciuta e della morte del loro capo. Possibile che popolazioni così primitive e così lontane dall’Australia possano averla raggiunta, lasciando a noi quello che oggi è un altro tesoro inestimabile?

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Stonehenge, il misterioso osservatorio astronomico

Stonehenge è composta da 60 grandi pietre erette e poste in circolo, chiamate megaliti. La credenza comune è che tale circolo costituisca un primitivo osservatorio astronomico poichè le pietre sono allineate nei punti di solstizio ed equinozio.

I primi studi sull’opera ritengono che il monumento sia opera dei Druidi (antichi sacerdoti celtici). Verso la fine dell’800 si riesce a scoprire che l’opera è figlia dell’età del bronzo grazie ai reperti archeologi trovati sulle colline vicine. Inutile dire che ci sono state moltissime dispute sulla data di nascita di Stonehenge; la maggior parte degli archeologi ritiene che sia stato costruito tra il 2500 a.C. ed il 2000 a.C.  La leggenda vuole che il complesso sia stato realizzato in una sola notte dal mago Merlino che trasportò le pietre in volo dall’Irlanda. Perchè una leggenda simile se mago Merlino nascerà solo 2000 anni dopo?

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L’oracolo di Delfi: conoscere il futuro

Delfi c’era Pizia, una sacerdotessa la quale dava responsi sul futuro le bastava bere  l’acqua della fonte Castalda, sdraiarsi vicino a vapori caldi ed uno stato di eccitazione le permetteva di rispondere a tutti coloro che erano lì per conoscere il proprio fututo.

Oggi usiamo ancora l’espressione “Oracolo di Delfi” anche se noi questa sacerdotessa non l’abbiamo mai vista; esisterà ancora, in qualche parte del mondo, qualcuno che come Pizia riesce  a conoscere gli eventi prima che accadano?

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Il mistero di Agarthi: la Terra cava

 Secondo la tradizione induista, esiste un grande regno sotterraneo, chiamato Agharti.Qui dimorerebbe il Re del Mondo, colui che, da Shamballah,la capitale di questo grande luogo mitico, domina le menti dei grandi, dei re, degli imperatori e dei presidenti di tutto il mondo. Qui, vivono esseri superiori, esseri capaci di cose inaudite, in grado di usare un’ energia che permette, a chi la sa usare, di volare, di spostare oggetti solo con la forza del pensiero, di leggere nella mente altrui…

Shamballah, che dovrebbe trovarsi in profondità, sotto il deserto del Gobi, in Asia, è solo il centro di questo grande regno, che dovrebbe estendersi, attraverso un’immensa rete di gallerie, sotto tutta la superficie del globo, collegando tra loro i diversi continenti. Agharti è questo, un’estesissima rete di gallerie sotterranee…Leggende o esiste un fondo di verità?

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La porta magica, mistero a Roma

Una porta. Quante cose può farci venire in mente una porta. E’ semplice, una figura geometrica elementare, può essere fatta con materiali facilmente reperibili eppure, molto spesso, una porta ci richiama qualcosa di più elevato, ci fa pensare “E cosa c’è oltre?”. Se almeno una volta avete provato questa sensazione allora potrete immaginare quanto possa essere affascinante una porta magica, noi ce l’abbiamo, è a Roma. In piazza Vittorio Emanuele tra etnie, traffico e stazione “Termini” a pochi passi, si trova la cosidetta “porta magica”: ingresso della villa del marchese Massimiliano Palombara, personaggio alquanto misterioso, interessato all’alchimia e all’esoterismo. Probabilmente la porta fu costruita in seguito all’arrivo di Cristina di Svezia (che ne finanziò i lavori) nel 1655, anche lei appassionata di queste dottrine. La leggenda vuole che il marchese Palombara abbia ospitato Giuseppe Francesco Borri un giovane che era stato cacciato da uno dei collegi dei Gesuiti perchè più interessato all’alchimia che alla teologia. Il padrone di casa gli mise a disposizione il laboratorio e tutto il suo materiale per permettergli di continuare i suoi studi di trasformazione del piombo in oro. Accadde che un giorno l’alchimista scomparì misteriosamente lasciando sul suo tavolo alcune pepite d’oro e delle pergamene su cui erano state scritte formule latine e vari segni. Palombara, allibito, fece incidere sulla porta quelle formule sperando che qualcuno passando potesse spiegargli le frasi in latino ed i vari simboli. Fece aggiungere, ai lati della porta, due statue di Bes, divinità egizia della notte simbolo di riproduzione, virilità e divertimento. Questi i simboli e le frasi trovate: sul giardino si nota la scritta “VITRIOL”, codice alchemico che sta per “Visita Interiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultam Lapidem”, tradotto “Visita l’interno della Terra: rettificando troverai una pietra nascosta”. Partendo ad esaminare la porta invece, si viene colpiti dall’architrave in cui vi è un’epigrafe che cita “Tre sono le cose mirabili: Dio e uomo; Madre e Vergne; Trino ed Uno”, sul bassorilevo in cima alla porta, invece, vi sono due triangoli concatenati che formano una stella a sei punte, quella di Salomone, unione di spirito e materia, acqua e fuoco; all’interno vi è un cerchio con la scritta “Centrum im trigono centri” con al centro il simbolo solare. Sull’architrave vi è l’invocazione allo Spirito Santo, in ebraico “Ruah Elohim”, tradotto “nulla si può operare senza il suo aiuto”. Sugli stipiti vi sono altre scritte in latino e simboli che raccontano i vari processi alchemici. Arrivando alla parte, probabilmente, più interessante, sulla soglia della porta vi è una frase palindroma “Si sedes non Is”, ovvero “se siedi non procedi” da un lato e “se non siedi procedi” dall’altro. Per questa frase i critici hanno ipotizzato un significato filosofico ovvero un invito a non esitare ma a continuare a ricercare la verità alchemica.

Chissà cosa c’è dietro o sotto quella porta ormai murata, chissà cosa accadde al giovane alchimista e chissà se un giorno qualcuno scoprirà la verità, per ora vi posso solo consigliare di recarvi sul posto e di guardare con i vostri occhi i resti di uno dei misteri italiani più affascinanti.