A Roma… la sedia del diavolo!

Quella che era la tomba di Elio Callistio, liberto di Adriano, nel quartiere africano a Roma è oggi la sedia del diavolo. Il sepolcro era un monumento in due piani, in laterizio; ai lati vi erano piccole finestre incorniciate da paraste corinzie e sormontate da un fregio in cotto, dove diversi mattoni erano disposti di piatto e di coltello. Tramite una scala si giungeva alla camera inferiore, semisotterranea, in cui in ognuna delle pareti vi erano due arcosoli sormontati da cinque nicchie e da piccole finestre a strombo. Il pavimento era in mosaico bianco, le pareti,  in stile opus vittatum (mixtum), sorreggevano una volta a vela. Vi era poi una camera superiore che era utilizzata per i riti funebri; sulla parete di fondo, invece, si trovava una grande nicchia ad arco contornata da piccole colonne laterizie e al centro un avancorpo con una piccola nicchia a forma di conchiglia; sulle pareti laterali vi erano poi nicchie rettangolari, sormontate da un timpano.

Purtroppo questo luogo non è stato soggetto a restauri e la degradazione l’ha portato ad assumere la forma di una sedia e nel Medioevo i romani iniziarono a dargli questo inquietante nome.

La leggenda, invece, dice che la sedia è stata posta dal diavolo in quella collina in aperta campagna e proprio alle spalle della basilica di San Pietro. Di notte, poi, il posto era frequentato da prostitute e malviventi che annerivano le pareti dell’opera accendendo dei fuochi per scaldarsi.

Oggi non è più nemmeno riconoscibile la forma di sedia a causa del degrado in cui versa il monumento.