Il mistero della SFINGE

 

Sulla piana di Giza veglia un personaggio di pietra fra i più enigmatici. Impossibile non notarlo. È celebre in tutto il mondo. Va detto che le sue dimensioni sono in proporzione al suo ruolo: proteggere la piana delle grandi piramidi, vegliare perché la luce del sole sorga ogni mattino. Lungo cinquantasette metri e alto venti, il colosso si trova a trecentocinquanta metri a sud-est della Grande Piramide, lungo la rampa che sale verso il tempio funerario di Chefren. Sono tutti d’accordo nel riconoscere che la Sfìnge risale al regno di Chefren (intorno al 2620 a.C.) ma, confessiamolo amezza voce, senza la minima prova. 

La Sfinge di Giza ha testa umana e corpo leonino. Il perché della fusione dei due elementi, zoomorfo e umano, in una scultura a tuttotondo di dimensioni colossali è ancora oscuro, e non esiste neppure un documento sul suo significato religioso. Nel suo aspetto di leone accucciato, la Sfinge doveva forse vegliare sul complesso funerario delle piramidi; non sono mancate tuttavia altre interpretazioni riguardo alla sua funzione, né dubbi sulla sua datazione. Fu davvero un monumento voluto da Chefren, del quale tradizionalmente le vengono attribuiti i lineamenti del volto? E’ una interpretazione del dio Harmachis (Horus all’orizzonte), come decisero, mille anni dopo la sua costruzione, gli ‘‘archeologi” di allora? Quando è stata fatta la Sfinge? Testa e corpo sono della stessa epoca?

Per saperne di più clicca qui

Annunci

Antichi egizi… in Australia?

Scoperta negli anni ’70 da un uomo che cercava il suo cane nel parco Nazionale della Hunter Valley a Sidney  la grotta in cui sono visibili grafiti egizi è un altro dei misteri e delle storie più affascinanti della Terra! Si può riconoscere la figura del dio egizio Anubi, Giudice dei Morti e Guardiano dell’Oltretomba e non solo! Sulle pareti sono scolpiti circa 250 geroglifici che non hanno nulla a che fare con i disegni aborigeni; Ray Johnson, anziano egittologo del museo dell’antichità del Cairo è riuscito a capire che quella disegnata sulle pareti australiane è una storia che parla di navigatori naufragati in una terra sconosciuta e della morte del loro capo. Possibile che popolazioni così primitive e così lontane dall’Australia possano averla raggiunta, lasciando a noi quello che oggi è un altro tesoro inestimabile?

Se vuoi saperne di più e leggere la traduzione dei geroglifici trovati nella grotta, clicca qui